Davide contro Golia. L'ombra del Barcellona contro uno dei migliori Real Madrid della stagione. Lo score finale del clasico numero 156 e' impietoso. 4 a 1 per le merengues in un incontro dominato dall'inizio alla fine. Non c'e' stata storia: i catalani non hanno mai dato l'impressione di essere in partita, si son lasciati comandare e hanno subito la manovra blanca. Nemmeno la motivazione e l'onore di giocare la partita piu' importante della liga, contro l'acerrimo nemico, ha svegliato un Barça sempre piu' in caduta libera. Il risultato poteva essere ancora piu' ampio se il Real fosse stato piu' puntuale in fase realizzativa. Privi in attacco di Eto'o, senza Deco e Iniesta a costruire, di questi tempi e' ancora piu' difficile impostare un gioco offensivo per quelli di Rijkaard. La partita si e' aperta con ilrituale pasillo (corridoio), gesto di riconoscenza e omaggio verso il campione di liga. L'undici di Schuster ha sfilato tra gli azulgrana con strette di mano e sorrisi in cagnesco: entrata in campo trionfale accompagnata dall'ovazione del Bernabeu. Pienissimo per l'occasione, nonostante il titolo gia' in tasca.
Il Real parte motivato,molto pressing, controlla il gioco. Al 12' e' gia' in vantaggio con un tiro dal limite di Raul a fil di palo. Valdes non puo' che guardar entrare il pallone. Robben svaria a piacere prima sulla sinistra e poi sulla destra, Sneijder e' il filo conduttore tra centrocampo e attacco. Il Barça subisce, e' fragile, poco ispirato. Dall'altra parte, fioccano le occasioni: una discesa di Ramos sulla destra obbliga al fallo Abidal. Punizione di Guti e stacco di testa di Robben che fissa il 2-0. Il terzino francese non ha colpe perche' l'arbitro casca nella simulazione abbastanza evidente di Ramos. Son passati solo 20 minuti e il punteggio sembra prendere un divario netto.
L'orgoglio ferito pero' risveglia gli animi del Barcellona: Messi e Henry co
minciano a scaldare le mani a Casillas, Toure' e Xavi prendono le misure a centrocampo, dietro la difesa argina come puo' il gioco di tocco madridista. Gudjonhsen esce per Giovanni, 4-2-4 spregiudicato di Rijkaard con davanti Bojan, Messi, Henry e il giovanissimo messicano sulla destra. Scelta difficile ma dovuta per provare a ribaltare il passivo di due gol. Piove fitto dal fischio d'inizio, si scivola molto sul campo. Ma lo spettacolo per fortuna non ne risente. Il primo tempo si chiude con una punizione pericolosa di Xavi dai 2o metri alta sulla traversa. Molto Real, poco Barça. Concretezza da una parte, evanescenza dall'altra. Due gol si possono rimontare, non e' un 'impresa impossibile, ma serve decisamenteun altro approccio. Marquez esce per un fastidio, Abidal al centro con Pujol, Silvinho sulla sinistra. Proprio il brasiliano da' subito vivacita' sulla fascia: al primo minuto della ripresa crossa per la testa di Henry, che mette fuori contrastato. Da qui ricomincia il monologo blanco con protagonista Diarra, al tiro due volte in 3 minuti. Marcelo gode di liberta' sulla fascia e sente che e' la sua serata: corre come un funambolo,dribbla, rientra, fa impazzire Zambrotta e colleghi di reparto. Al 16' azione da manuale del Real: Diarra riceve e si invola sulla destra, palla in mezzo per Higuain, controllo e tiro che supera Valdes. E' il 3-0 che taglia definitivamente le gambe all'avversario. Toure' e Xavi arretrano poco a poco il baricentro, mentre Messi delizia il pubblico con un paio di slalom da centrocampo, saltando giocatori come birilli. Da uno di questi, nel minuto 25, nasce unoccasione per Bojan in area ma il suo tiro e' debole. Lampi di genio e frustrazione. Magie isolate contro un'orchestra perfettamente diretta da Gago, Diarra e Guti. L'arbitro Perez Burrull aveva diretto maluccio nel primo tempo,dimostrandosi indeciso; torna a sbagliare nel secondo tempo in qualche altra occasione. Come al 32', quando assegna un rigore per mano di Pujol involontario su tiro ravvicinato in area. Dal dischetto va Van Nistelrooy,appena rientrato dall'infortunio, e trasforma: 4-0. Il merito del Barça e' di non gettare la spugna e continuare a combattere come puo'. In un contropiede, con le squadre parecchio allungate,Messi da una palla filtrante al centro per Henry che infila Casillas in uscita dal limite. E' il 41' ma ormai e' troppo tardi per la rimonta. La pioggia ha stancato i corpi, il Bernabeu canta a squarciagola, il secondo posto in classifica sfuma definitivamente. Era piu' che comprensibile aspettarsi una gara dal tono agonistico superiore da parte del Barcellona. Fragile, timido, impaurito,indifeso. In preda ai fantasmi che non sa scacciare. Affetto da un male oscuro che non gli permette di esprimersi come sa. Il Real dal canto suo ha amministrato la partita con il suo gioco di tocco, approffittando dell'ennesima serata no dei catalani. Grande serata di Robben, incontenibile sulla fascia. Immensi Gago e Diarra a centrocampo. Per le merengues titolo di Liga e vittoria nel clasico in 4 giorni. Piu' 17 in classifica sul Barça. Un finale di stagione davvero esaltante.
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giovedì 8 maggio 2008
Un "clasico" senza storia
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