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sabato 7 agosto 2010

Supercoppa di Portogallo 2010


La SuperTaça Cândido de Oliveira è la Supercoppa di Portogallo dedicata al giocatore, allenatore e giornalista sportivo lusitano.
Coniata nel 1979, mette di fronte la squadra vincitrice della Superliga portoghese(Benfica) e il detentore della coppa del Portogallo(Porto).
Scenario della sfida tra aquile e i dragoni, eterni rivali, sarà lo stadio di Aveiro, cittadina costiera definita "la Venezia del Portogallo".
Il Porto (16 titoli) e' il campione in carica alla quinta finale consecutiva, mentre il Benfica (4 titoli) non alza il trofeo nazionale dal 2005.
In gioco il primo trofeo della stagione: si aprano le danze sul palcoscenico portoghese.

domenica 18 luglio 2010

La favola di Riblon sui Pirenei


Una vittoria epica e un pareggio di lusso. L'impresa di giornata e' del francese Cristophe Riblon(Ag2r), tappa da ciclismo d'altri tempi, fuga di gruppo all'inizio e arrivo solitario a Ax 3 Domaines dopo 184 km. In classifica nulla cambia tra Schleck e Contador, ma avanzano di 12 secondi Menchov e Samuel Sanchez insieme dietro il francese e seguiti dal resto dei migliori.
Alla partenza di Revel c'e' sole e subito partono 9 coraggiosi in cerca di fortuna:Moinard, Vaugrenard, Augé, Brutt, Thomas, Van de Walle, Zabriskie, Riblon e Rolland.

Il gruppo controlla, sorveglia,Astana in particolare a tirare a tutta davanti. Vantaggio massimo 9 minuti per i fugati. Ai -44 km il gruppetto,dopo le docili pendenze del Midi, inizia l'ascesa al Port de Pailheres,15 km all' 8%, con 4' sul "peloton". Destino segnato. Ma non per Riblon:prima sale con Moinard e Van de Walle per poi coronare in solitario. Dietro Sastre ci prova con lo scudiero Gustov, Cunego e Charteau si accodano. In cima Riblon pedala con 1'45'' su Sastre,2' su Cunego e 2'30'' sul gruppone. La discesa di 20 km permette rifiatare e riprendere energie verso l'ultima ascensione di Ax 3 Domaines,8 km all'8%. Ai -5 Contador scatena la bagarre con un attacco,poi ci riprova ancora ai -4 ma Schleck e il gruppetto dei migliori risponde puntualmente. Tanto che il marcaggio a uomo asfissiante Contador/Schleck-Schleck/Contador finisce per favorire Menchov e Samuel Sanchez. Pochi secondi,ma preziosi per la classifica,in una tappa che sulla carta doveva essere meno fruttuosa per loro. Nono termina Cunego, coraggioso e volenteroso.Basso cede e lascia 2'28''. Sipario sulla prova generale dello spettacolo che ci aspetta i prossimi 4 giorni.

sabato 17 luglio 2010

Vino "champagne"




L'ha vissuta come un'unica tappa, ieri e oggi, due tappe in una. Psicologica, sportiva,esistenziale.
Tre tempi in due giorni, come un film surreale o una infinita partita di rugby. Ieri il primo tempo,la sconfitta. Oggi il secondo tempo, vittoria e terzo tempo con abbraccio al compagno Contador. Che ieri l'aveva ripreso a un soffio dall'arrivo. Vinokourov si e' ripreso quello che gli sembrava suo,con rabbia, orgoglio, ma soprattutto gambe, classe e cuore. Un cuore grande come il Kazakistan,da cui un giorno e' partito per guadagnarsi il pane sui pedali.
La tappa e' trascorsa sui dolci saliscendi tra le regioni del Midi e il Rodano, animata subito da una fuga a tre con Flecha, Fedrigo e Chavanel. Tre pesci grossi, tre uomini da classiche, da un giorno. Vantaggio massimo sei minuti, sorvegliati speciali dal gruppo,Columbia e Lampre su tutti per lo sprint finale di Cavendish e Petacchi.
Ai -9 km fuga ripresa, giusto prima del St. Ferreol,due kilometri al 6%. Dal gruppo scatta Ballan, giunge quasi alla cima ma non ha la gamba per staccarsi. Prima Cunego, Roche e Barredo,poi Vinokourov e Luis Leon Sanchez si lanciano all'inseguimento. Proprio "Vino" se li mangia uno a uno e si invola solo:ai -4 pedala con 14'' sul gruppo e all'ultimo kilometro accumula 20'' di tranquillita' definitiva. Volata di gruppo a Cavendish, Petacchi terzo riprende la maglia verde bruciando Hushovd. Scampagnata di 196 km per gli uomini di classifica in attesa dei Pirenei domani.

domenica 18 aprile 2010

Montecarlo incorona Rafael Nadal


Rafael Nadal era già nella storia del torneo monegasco. Da oggi, ancora di più:sesta vittoria consecutiva dal 2005 contro il connazionale Verdasco. 6-0, 6-1 i parziali, severi, bugiardi forse verso il madrileno volenteroso di vincere il suo primo Master1000. Rafa arriva alla finale senza perdere nemmeno un set, solido nel gioco e sicuro mentalmente dopo l'infortunio.
Parte forte come sempre, lascia poco all'avversario e comanda il gioco. Verdasco prova a contrastare il palleggio ma riesce a chiudere solo quando ha a disposizione il suo dritto.
Sembra infatti che non sia propio giornata per il madrileno più falloso del solito e incapace di opporsi allo scambio continuo.Il primo set scivola via con 3 break di fila sul servizio di Verdasco. Cambio di campo e di musica nel secondo set:Verdasco ci crede,si convince,ci prova. Fa suo il primo game in apertura e psicologicamente si ritrova.
Rafa non ci sta:aumenta il ritmo, gioca sulle linee e comanda lo scambio. Si porta sul 4-1:qui comincia il game più lungo della partita. Rafa e' preso dalla paura di vincere mentre Verdasco ce la mette tutta per riaprire la partita. La spunta il baleare dopo 5 break contro chiudendo per 6-1. Risultato bugiardo per un generoso Verdasco potente nei colpi ma assente nei punti decisivi. Rafa invece e' un esempio di regolarità:sbaglia il minimo, mette le prime e recupera tutto, anche l'impossibile. Vedi lo scambio da storia del tennis del sesto game:Verdasco raccoglie una palla corta, pallonetto a Rafa, contropallonetto, smash di Verdasco, recupera Rafa, attacco di Verdasco e passante finale del baleare. Pelle d'oca sugli spalti, gremiti dalla kermesse del glamour monegasco.

domenica 11 aprile 2010

Cancellara, "le roi" della Roubaix


Vento e gambe, cuore e polvere, nuvole e fiato. Fabian Cancellara e' un corridore nel tempo. E' come il tempo:fa quello che vuole.Dominio, strapotere, superiorità. Ha stravinto, stradominato, stracciato gli avversari,uno a uno, come birilli. Infilata la Foresta di Aremberg,tirato il gruppo,raggiunto i fuggitivi, e' partito in solitiario a poco meno di 50 km dall'arrivo, come un treno, incontenibile,irraggiungibile.
Lo scatto del campione, il momento opportuno, l'attimo fuggente. Boonen nel gruppetto si distrae per prendere forze e "il treno di Berna" ne approfitta implacabilmente. Scacco matto e partita.
Con i kilometri il vantaggio aumenta invece di diminuire.
Lo svizzero vola in solitario come in una cronometro verso Roubaix. Dietro, il gruppo fatica a organizzarsi:Boonen e' senza gregari e il resto vorrebbe ma non riesce per la fatica. Ci provano Flecha e Hushovd, ma il ritmo lì davanti e' insostenibile. Si gioca solo per il secondo posto:volata al norvegese con applauso ironico di Flecha che sin lì aveva tirato. Quarto Hammond, quinto Boonen. Settimo Filippo Pozzato, coraggioso nonostante la gastroenterite. Per Cancellara secondo successo alla Parigi-Roubaix(2006) e secondo trionfo in una settimana(Giro delle Fiandre).

mercoledì 20 gennaio 2010

Il sogno compiuto di Gattuso

Gattuso calciatore, Gattuso centrocampista, Gattuso lottatore.Ora anche pescivendolo. Il sogno della sua vita:"Le origini non si dimenticano,la pesca mi ha sempre affascinato". Né ristoranti, né discoteche.
"Ringhio" scommette su un attività commerciale alquanto insolita per un calciatore del suo calibro. La notizia e' rimbalzata in Spagna sul quotidiano Marca, che ha dedicato la pagina del calcio internazionale all'intraprendente calciatore calabrese.
A Gallarate, lunedi scorso, oltre alle star Beckham e Ronaldinho, si sono dati appuntamento per "la prima" 5.000 persone attirate dalla degustazione di delizie calabre.Quella di Gattuso e' una dichiarazione d'amore:"Amo il pesce fresco: mi piace vederlo,toccarlo e ovviamente mangiarlo". La mamma cucina il suo piatto preferito: seppia con piselli.
Durante l'inaugurazione del locale, il centrocampista del Milan ha fatto da ambasciatore degustando ostriche e mostrando al pubblico presente la varietà di prodotti offerti.
Da maitre del centrocampo a maitre della cucina.

lunedì 18 gennaio 2010

Il ritorno di Kakà


Domenica e' tornato in campo contro il Maiorca dopo un mese e mezzo di stop.La pubalgia se e' andata:assist, passaggi e buon gioco nel 2-0 allla squadra di Manzano che lascia il Real Madrid secondo a due punti dal Barcellona.Un ovazione per lui dai 60.000 del Bernabeu che hanno sfidato il freddo polare (-3°) e la neveper assistere al suo atteso rientro.
Kakà e' di nuovo il direttore dell'orchestra merengue che ha comandato a piacere un Maiorca meno combattivo del previsto.
L'asso brasiliano ha dimostato di essere in perfetta forma e soprattuto aver lasciato alle spalle i
vari fastidi che si trascinava dalla sua tappa milanista."Ci troviamo in una dinamica vincente impressionante" dichiarava a fine partita.

Lunedi sera e' stato di nuovo protagonista ai microfoni del programma radiofonico notturno "El larguero" della Cadena Ser.Un Kakà a 360°.Totale.
Kakà leader:"Mi piacciono le partite decisive a fine stagione". Religioso:"Tuttii giorni prego e leggo la Bibbia con la famiglia". Fedele:"Sono molto radicale con i miei valori:sono sicuroche Dio ha voluto che continuassi a giocare dopo i tanti infortuni". Romantico:"Mi mancano molto gli amicidi Milano". Sognatore:"Farei di tutto per poter giocare la finale di Champions League a Madrid".Il campionato più bello?"Qua in Spagna il calcio e' più tecnico, si adatta maggiormente al mio gioco. In Italiasi lavora molto sulla tattica e lo studio della partita". Come ti trovi con Cristiano?"E' un grande, un fenomeno, parlo molto con lui perché abbiamo un rapporto molto bello".
Protagonista fuori e dentro il campo, un campione finalmente recuperato.