Vento e gambe, cuore e polvere, nuvole e fiato. Fabian Cancellara e' un corridore nel tempo. E' come il tempo:fa quello che vuole.Dominio, strapotere, superiorità. Ha stravinto, stradominato, stracciato gli avversari,uno a uno, come birilli. Infilata la Foresta di Aremberg,tirato il gruppo,raggiunto i fuggitivi, e' partito in solitiario a poco meno di 50 km dall'arrivo, come un treno, incontenibile,irraggiungibile.
Lo scatto del campione, il momento opportuno, l'attimo fuggente. Boonen nel gruppetto si distrae per prendere forze e "il treno di Berna" ne approfitta implacabilmente. Scacco matto e partita.
Con i kilometri il vantaggio aumenta invece di diminuire.
Lo svizzero vola in solitario come in una cronometro verso Roubaix. Dietro, il gruppo fatica a organizzarsi:Boonen e' senza gregari e il resto vorrebbe ma non riesce per la fatica. Ci provano Flecha e Hushovd, ma il ritmo lì davanti e' insostenibile. Si gioca solo per il secondo posto:volata al norvegese con applauso ironico di Flecha che sin lì aveva tirato. Quarto Hammond, quinto Boonen. Settimo Filippo Pozzato, coraggioso nonostante la gastroenterite. Per Cancellara secondo successo alla Parigi-Roubaix(2006) e secondo trionfo in una settimana(Giro delle Fiandre).
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