Lampo azzurro in una tranquilla domenica di Varese. Mancano 3 km all'arrivo, quindicesimo e ultimo giro, rampa sfiancante dell'ippodromo: Alessandro Ballan esce dal gruppetto in fuga con una progressione irresistibile e si invola solo verso il traguardo a mani alzate. Lui: l'uomo delle classiche, sangue veneto e anima belga, amante del pave', passista per eccellenza. Pro dal 2004, secco da sempre: 1.90 per 72 kg. Prosecco: bevanda ufficiale della sua Conegliano, provincia di Treviso,terra di vini. E di pedali. Da poco gli e' nata Azzurra: figlia di un destino, stesso colore della maglia con cui ha vinto il suo primo Mondiale. L' annunciato duello Bettini-Freire si e' sciolto tra asfissianti marcature italo-spagnole. Stavolta il catenaccio l'hanno proposto i cugini iberici mentre gli azzurri hanno giocato a viso aperto sui 260 km totali della prova. Un continuo saliscendi, senza interruzione, discese e zampellotti, curve e rampe, montagne russe. A menare la giostra ci ha pensato sin dall'inizio l'Italia. La giornata era buona per i numeri 10 delle rispettive squadre: Bettini, Freire e Boonen in testa. Il Grillo era pronto a tutto e ha messo subito a lavorare i compagni: Tonti e Tosatto (T&T) prima, Bruseghin e Bosisio (B&B) dopo. C'era da riprendere una fuga a tre di Poos, Ochoa e Chodkha, arrivati ad avere fino a 18 minuti di vantaggio. E le altre squadre non erano molto dell'idea. Impegnate forse piu' nella tattica e nel controllo dell'avversario. Una volta neutralizzata la fuga del trio, sono cominciate le danze: Bettini attacca con Valverde al dodicesimo giro, Rebellin e Cunego successivamente seguiti da Purito Rodriguez. Animare la corsa e sfiancare la gran armada spagnola erano gli obiettivi primari. A tre giri dalla fine una fuga lascia in testa Garate, Valverde e Rodriguez insieme a Cunego, Bettini e Ballan. Grande scelta: mescolare le carte e attirare l'attenzione su Bettini. Dietro pero' Freire recuperava e si ricongiungeva al gruppetto di testa. Mancava sempre meno al traguardo: ogni strategia era ormai saltata, rimanevano cuore e gambe. Una nuova e definitiva fuga sancisce il predominio azzurro: Rebellin, Cunego e Ballan contro Wegmann(Germania), Grivko(Ucraina), Breschel(Danimarca) e Rodriguez(Spagna). Il gruppetto si presenta all'ultimo giro: il piu' pericoloso e' Rodriguez, che pero' aveva chiuso tutto prima e non poteva che alzare bandiera bianca ai ripetuti attacchi azzurri. Una muerte anunciada. Sulla salita dell'ippodromo Ballan scatta sulla destra, lascia tutti sul posto e si invola. Nessuno riesce a reagire alla fucilata improvvisa. Ai 500 metri si gira indietro, la strada di raddrizza, il gruppetto e' vicino ma ormai e' troppo tardi. Ale puo' alzare le braccia al cielo. Era da Imola '68 con Adorni che un italiano non vinceva un Mondiale in casa. Dopo la vittoria nella tappa de La Rabassa nella Vuelta(205 km di fuga), Ballan ha definitivamente raggiunto la maturazione. Il nuovo numero 10 azzurro e' lui. Secondo e' arrivato uno splendido Cunego: grande prova di carattere, ha onorato la convocazione con sacrificio e voglia di vincere. Terzo il danese Breschel. Quarto un epico Rebellin sempre li davanti comunque sia.