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martedì 20 maggio 2008

Giro d'Italia, V tappa: Belvedere M.mo-Contursi terme o il B(rutt)-Day

Ed eccoci alla quinta tappa. Poco a poco si risale lo stivale e il gruppo si avvicina alla tanto desiderata Milano. Partenza nel Parco Nazionale del Pollino(Cosenza) e arrivo a Contursi Terme(Salerno) dopo 203 km. Dalla Calabria alla Campania di un fiato. L'elenco ritiri si allunga: non parte Nuyens(Cofidis) per una frattura alla clavicola. La caduta di ieri in retta ha lasciato strascichi. La tappa si preannuncia ballerina: il menu prevede il gpm di Fortino(III cat.) dopo 88 km e gli ultimi 3 km al 6%, con punte del 9%. Attaccanti avvisati dunque, e' un arrivo per loro. Di Luca ha uno stimolo in piu' ancora, se e' possibile: entrare nel suo Abruzzo in rosa la seguente tappa. Sicuro che il "killer" ci ha pensato e fara' di tutto per conquistarla. Anche il "grillo"Bettini si dimostra fiducioso(come sempre):"Ci sara' spazio anche per noi vecchietti" commentava alla vigilia. Quando mai si e' tirato indietro l'iridato? Pronti-via e al km 19 scatta gia' una fuga a quattro composta da Brutt(Tinkoff), Laverde(Navigare), Frohlinger(G.steiner) e Millar(Slipstream). Al quartetto si unisce poco dopo anche Perez Sanchez(C. d'Epairgne). Puo' essere il giorno giusto. Il mercoledi da leoni tanto sognato. Tra discese e salite, il dio kronos sentenzia: al km 116 il quintetto ha 9'.10'' di vantaggio sul gruppo. Tempo considerevole, vista anche la presenza tra i cinque di passisti di prim'ordine. Non fanno parte di squadre di classifica, gerarchie interne poche, voglia di mettersi in luce molta. Cinque tenori davanti per provare il do di petto finale. L'orchestra dietro pero' non sta a guardare ovviamente. I solisti fanno sempre un po' paura, così che comincia a organizzarsi l'inseguimento guidato da Liquigas, Quickstep e poi LPR. Scappate a cinque vincenti se ne vedono poche. E' un numero esiguo per resistere a una tappa intera. Pero' con accordo e uomini di qualita' tutto e' possibile. Ma proprio l'uomo con piu' qualita' tra i battistrada, lo scozzese volante Millar, subisce la beffa: rottura della catena poco prima dell'ultimo kilometro. Come inciampare dal dischetto del rigore. Ne fa le spese subito la sua bici, scagliata violentemente oltre le transenne del percorso. I quattro hanno ormai la volata assicurata: il gruppo e' sufficientemente lontano per non destare preoccupazioni. E' una partita a poker. Un gioco d'astuzia puo' valere la vittoria. Brutt e' il piu' esperto probabilmente e scatta all'ultimo kilometro. Un po' presto forse, ma e' la mossa vincente. Senz'altro non e' una volata da manuale. Lo scatto pero' lascia secchi Frohlinger, secondo, e a seguire Laverde e Perez. Il gruppo dei migliori arriva a 31'' con Bettini, quinto, vincitore della volatona. Sempre sulle spalle di Pellizotti la rosa.
Per il russo della Tinkoff, nato a due passi da S. Pietroburgo, e' il successo numero 17 in carriera, primo quest'anno. Fuga per la vittoria, una pallottola spuntata, un mercoledi da leoni. Il film di oggi e' stato avvincente. La matematica del tempo battuta dal sogno irrazionale. Il musicista russo oggi ha suonato una fuga epica. Sì, perche' i russi ci san fare davvero con la musica.



lunedì 19 maggio 2008

Giro d'Italia, IV tappa: Pizzo-Catanzaro o il V(erbrugge-Day)

Il Giro lascia la Sicilia e arriva in Calabria. Partenza da Pizzo Calabro sul Tirreno per arrivare, dopo 183 km, a Catanzaro Lido sulle rive dello Jonio. Da mare a mare. Si taglia a fette la Calabria. O'Grady(CSC) non parte per una frattura alla clavicola destra, sofferta nella tappa di ieri. A cercar gloria oggi dal primo kilometro va il belga Verbrugghe(Cofidis), gia' in rosa nel 2001 per quattro giorni. Vuole ripetersi dopo 7 anni. In solitario, non accetta compagnia. Prova l'impresa. Il gruppo lascia fare: arrivera' ad avere un vantaggio massimo di 10 minuti. Non pochi, pero' purtroppo e' giornata di vento. Insidioso. Contro. Un freno per i quadricipiti del belga. Resiste fino al km 164, quando viene ripreso dal plotone capitanato LPR. Speranze svanite. Sogni infranti. La dura legge del ciclismo non fa sconti. Ci sono squadre che si giocano molto in questo Giro. La Cofidis non e' tra queste. E' un buon collettivo, ma senza uomini di classifica. Se fosse una squadra di calcio, il suo schema base sarebbe "palla lunga e pedalare". Non ha ambizioni, ma sogni. E ai ciclisti piace sognare. La fuga e' la piu' romantica delle azioni a due ruote. Essere eroi per un giorno vale la fatica di molti giorni. Di preparazione e attesa.





Si torna daccapo quindi, gruppo compatto, tutti insieme allegramente verso la meta. Allegramente fino ai 400 metri finali, perche' si ripete la scena ancora una volta. Una maxi caduta coinvolge una quindicina di corridori, sembra, per una scarpa uscita dalla pedaliera di Nuyens(Cofidis anche lui). Oggi davvero squadra protagonista nel bene e nel male. Surreale vendetta verso il gruppo per aver ripreso il suo compagno in fuga? O piu' probabile fatalita'?Un po' l'asfalto bagnato, un po' l'incoscienza, un po' la troppa voglia di vincere. In questi giorni se ne son viste di tutti i colori. Un invito alla calma e alla sensatezza va fatto. L'incolumita' dei corridori e' principio basico. Sono i protagonisti dello spettacolo. E soprattutto persone. Alla fine, come si dice, e' solo un gioco. Nelle volate si vede di tutto: spinte, gomitate, agganci, urti, collisioni. Nessuno si tira indietro, ma c'e' un limite. Gia' alcuni si son dovuti ritirare prematuramente per fratture varie. E siamo solo alla quarta tappa. Ricetta consigliata: sangue freddo e camomilla.

Sul lungomare di Catanzaro sfreccia Mark Cavendish, 21 anni, punta della High Road. Bruciati allo sprint Forster e Bennati, restato al vento troppo presto e piantatosi negli ultimi 50 metri. Peccato per l'aretino: queste volate sono il suo pane. Per l'inglesino dell'isola di Man e' il quinto successo stagionale, primissimo in assoluto al Giro. Quarto Bazayev, quinto un bravo Lorenzetto.
Pellizotti conserva gelosamente la maglia rosa.


mercoledì 14 maggio 2008

Giro d'Italia, III tappa: Catania-Milazzo

Da Agrigento la carovana rosa si trasferisce a Catania, dove parte la la terza tappa di 221 km con arrivo a Milazzo. Prima grande occasione per i velocisti, grazie alla retta piana che accogliera' lo sprint finale. Puo' essere il giorno di Daniele Bennati. Ma l'aretino dovra' vedersela con gli intramontabili Zabel e McEwen, oltre ai vari Hondo, Richeze, Cavendish e Forster. A dare emozione al lunedi siciliano, ci ha pensato pero' dapprima una fuga di sei corridori: Chiarini(LPR), Buffaz(Cofidis), Roy(Fr. des Jeux), Seeldrayers(Quickstep), Jurco(Milram) e Brutt scattano dopo il gpm catanese di Maletto(960m s.l.m.). Il profumo di pistacchi della vicina Bronte inebria l'atmosfera. Puo' essere la prima scappata buona del Giro. Intanto protagoniste purtroppo sono ancora le cadute. Per l'asfalto reso scivoloso dalla pioggia,al km 150 vanno a terra nel gruppo una ventina di corridori: tra loro Ricco', che rimedia una lussazione al dito della mano sinistra. Gli scivoloni non finiscono qui. A 20 km dall'arrivo, il bielorusso Kiryienka(Tinkoff) sbaglia una curva a sinistra e provoca la caduta di 6 corridori. Tra loro Rebellin, O'Grady e lo sfortunato McGee(CSC, costretto al ritiro). Le squadre di classifica non stanno a guardare e cominciano a fare andatura dietro. I battistrada infatti vengono raggiunti a 30 km da Milazzo, dopo una fuga di 140 km e un vantaggio massimo di 4'.05''. La liquigas ha un doppio obiettivo: proteggere la maglia rosa e preparare la volata di Bennati. Mancano pochi kilometri, partono gli scatti solitari. Ci prova Colom(Astana), ma viene ripreso subito da Nibali. Il siciliano della Liquigas prosegue e tenta l'affondo solitario. Corre nelle sue terre e vuole essere l'eroe di giornata. LPR e Milram pero' non gli lasciano scampo e ai 6 km il gruppo ritorna compatto. E' soprattutto la squadra tedesca a organizzarsi per Zabel con il suo mitico treno(orfano di Ale-jet).
Bennati e' lì in agguato. Segue come un ombra il tedesco. Sente che puo' essere il momento. Si apre la retta finale: Zabel aspetta troppo a partire e viene anticipato magistralmente sullo scatto. Sul traguardo Bennati puo' alzare le braccia al cielo. Prima vittoria in rosa della carriera per lui. Terzo il tedesco Hondo(Diquigiovanni). Per Zabel gli anni non sembrano passare. E' sempre davanti a lottare. Davvero un atleta con la "a" maiuscola. La freschezza e l'intelligenza dell'aretino stavolta hanno fatto la differenza. Fa ben sperare la sua condizione per le future volate che lo aspettano. Maglia rosa sempre sulle spalle del suo compagno di squadra Pellizotti.
Domani il Giro passa lo stretto e approda in Calabria per la quarta tappa Pizzo Calabro-Catanzaro Lido.





Giro d'Italia, II tappa: Cefalù-Agrigento

Seconda tappa, domenica 11 maggio, Cefalù-Agrigento,207 km. Una tappa tra le terre di Andrea Camilleri e i luoghi d'investigazione del commissario piu' famoso d'Italia. Mare, montagna, collina. Mandorli, olivi e limoneti. Spiagge e templi greci. Una tappa piena di profumi e sensazioni. E il Giro a dare quel tocco di rosa in mezzo a tanta meraviglia paesaggistica. La Sicilia si conferma, oltre che terra ospitale, una location davvero emozionante. Da queste parti si era gia' corso: la zona dei templi, nel 1994, era stata cornice del Mondiale su strada vinto da Leblanc su Chiappucci e Virenque. L'arrivo in salita di Agrigento strizza l'occhio agli attaccanti e agli scalatori. L'impresa della giornata la tentano lo svizzero Loosli(Lampre) e il francese Roy(Fr. des Jeux) in fuga con un vantaggio massimo di 18 minuti. Intanto la Splipstream dietro comincia a tirare per la maglia rosa. I fuggitivi davanti fanno moglie e marito: Roy vince il traguardo di Serradifalco e decide di non tirare piu'. Saronni, team manager Lampre, da ordine a Loosli di frenare per risparmiargli una impresa impossibile. Ai 40 km dall'arrivo vengono così ripresi dal gruppo. Peccato perche' davano l'impressione di aver potuto condurre in porto una volata epica. Nelle retrovie ci si organizza: Di Luca mette agli ordini la sua squadra e si mette a tirare negli ultimi 15 km. L'abruzzese non vuole perdere di vista la testa della corsa. Nemmeno quando all'ultimo km scatta l'assolo del campione spagnolo "Purito" Rodriguez: Savoldelli accelera,insegue e chiude il buco ai 300 metri finali. Manovra che spezza il gruppetto dei migliori, dal quale come un razzo spunta "il cobra" Ricco'(scortato fin lì dall'instancabile Piepoli) che anticipa tutti e alza le braccia al cielo. Di Luca secondo, Rebellin terzo, poi Pellizotti e Savoldelli. Nibali e Kloden a 8''; Menchov, Contador e Vande Velde a 10''. La maglia rosa cambia padrone: "il delfino di Bibione" Pellizotti e' leader della generale per un secondo su Vande Velde.

Prima vittoria stagionale per Riccardo Ricco', vincitore alle Tre Cime di Lavaredo 2007. Primo acuto per candidarsi alla vittoria finale. Tra i templi agrigentini, gli dei lo hanno incoronato re della giornata.

lunedì 12 maggio 2008

91 Giro d'Italia














Riparte il Giro d'Italia. 2008, novantunesima edizione. Si comincia dalla Sicilia come omaggio alla terra di Camilleri e ai moltissimi tifosi di ciclismo dell'isola. La prima tappa si disputa a Palermo: una cronosquadre di 23,6 km in un circuito cittadino che tocca i punti piu' belli della citta'(Mondello compresa). Grande cornice di pubblico al via di fronte al centralissimo Teatro Politeama. La gente ha accolto con calore e affetto l'arrivo della carovana rosa, dimostrando un'ospitalita' davvero unica.
Quanto ai pronostici per la vittoria finale, sono vari gli assi nel mazzo: Di Luca (Giro 2007)si dovra' riconfermare con la sua nuova squadra, Menchov(Vuelta2007) e' lo specialista delle corse a tappe e lottera' per stare minimo sul podio, Contador(Tour 2007) non e' in splendida forma al momento ma quando vedra' le montagne un pensierino lo fara' sicuramente. In ogni caso l'Astana puntera' piu' sul compagno di squadra tedesco Kloden che sullo spagnolo. Serio candidato alla maglia rosa finale anche lo scalatore colombiano della Barloworld Mauricio Soler. E poi i nostri emergenti Ricco', Nibali e Visconti daranno sicuramente battaglia insieme agli eterni "Gibo"Simoni e Rebellin, all'iridato Paolo Bettini e al falco Savoldelli. Grandi nomi per uno spettacolare Giro, quest'anno piu' duro che mai stando alle parole degli addetti ai lavori. Montagne concentrate nell'ultima settimana: lì si decidera' chi ha le gambe migliori.

La tappa di Palermo vedeva favorite chiaramente le squadre con cronomen e passisti:Slipstream Chipotle(David Millar e David Zabriskie), High Road(Mark Cavendish e Bradley Wiggins) e CSC(O'Grady e Voigt) su tutte, come outsider Liquigas e LPR. Pronostico rispettato perche' al traguardo la americana Slipstream fa segnare 26'.32'' davanti alla danese CSC a 6'' e alla tedesca High Road in ritardo di 7''. Ottima prova della Liquigas, quarta a 9'', mentre la LPR chiude sesta a 28'' seguita dall'Astana a 29''. Quinta la sorprendente Barloworld di Enrico Gasparotto a 14''.

La prima maglia rosa 2008 va a Christian Vande Velde,31 anni, americano di Lemont(Illinois). Nella sua squadra il favorito era lo scozzese volante Millar, che si e' pero' sacrificato per i compagni e ha preferito tirare davanti. "Non c'era in ogni caso una strategia su chi dovesse tagliare per primo il traguardo: l'importante in una crono e' non perdere tempo" spiega Vande Velde. Era dal trionfo di Andrew Hampsten nel 1988 che un corridore americano non indossava la rosa. Vent' anni fa giusti giusti. Un bel successo di squadra per la Slipstream, alla sua prima partecipazione in una grande gara a tappe. Squadra curiosa: fondata nel 2007 da Jonathan Vaughters,amico di Hampsten, fa della lotta al doping il suo portabandiera. I suoi corridori americani e canadesi vivono la maggior parte dell'anno a Girona,in costa Brava, per poter competere meglio in Europa. E i risultati sembrano arrivare. Curiosa anche la storia di Vande Velde: bisnipote di emigranti fiamminghi e figlio d'arte di un pistard. Come dire: il ciclismo nelle vene. La prima stoccata rosa e' sua.

giovedì 8 maggio 2008

Un "clasico" senza storia





Davide contro Golia. L'ombra del Barcellona contro uno dei migliori Real Madrid della stagione. Lo score finale del clasico numero 156 e' impietoso. 4 a 1 per le merengues in un incontro dominato dall'inizio alla fine. Non c'e' stata storia: i catalani non hanno mai dato l'impressione di essere in partita, si son lasciati comandare e hanno subito la manovra blanca. Nemmeno la motivazione e l'onore di giocare la partita piu' importante della liga, contro l'acerrimo nemico, ha svegliato un Barça sempre piu' in caduta libera. Il risultato poteva essere ancora piu' ampio se il Real fosse stato piu' puntuale in fase realizzativa. Privi in attacco di Eto'o, senza Deco e Iniesta a costruire, di questi tempi e' ancora piu' difficile impostare un gioco offensivo per quelli di Rijkaard. La partita si e' aperta con ilrituale pasillo (corridoio), gesto di riconoscenza e omaggio verso il campione di liga. L'undici di Schuster ha sfilato tra gli azulgrana con strette di mano e sorrisi in cagnesco: entrata in campo trionfale accompagnata dall'ovazione del Bernabeu. Pienissimo per l'occasione, nonostante il titolo gia' in tasca.
Il Real parte motivato,molto pressing, controlla il gioco. Al 12' e' gia' in vantaggio con un tiro dal limite di Raul a fil di palo. Valdes non puo' che guardar entrare il pallone. Robben svaria a piacere prima sulla sinistra e poi sulla destra, Sneijder e' il filo conduttore tra centrocampo e attacco. Il Barça subisce, e' fragile, poco ispirato. Dall'altra parte, fioccano le occasioni: una discesa di Ramos sulla destra obbliga al fallo Abidal. Punizione di Guti e stacco di testa di Robben che fissa il 2-0. Il terzino francese non ha colpe perche' l'arbitro casca nella simulazione abbastanza evidente di Ramos. Son passati solo 20 minuti e il punteggio sembra prendere un divario netto.
L'orgoglio ferito pero' risveglia gli animi del Barcellona: Messi e Henry cominciano a scaldare le mani a Casillas, Toure' e Xavi prendono le misure a centrocampo, dietro la difesa argina come puo' il gioco di tocco madridista. Gudjonhsen esce per Giovanni, 4-2-4 spregiudicato di Rijkaard con davanti Bojan, Messi, Henry e il giovanissimo messicano sulla destra. Scelta difficile ma dovuta per provare a ribaltare il passivo di due gol. Piove fitto dal fischio d'inizio, si scivola molto sul campo. Ma lo spettacolo per fortuna non ne risente. Il primo tempo si chiude con una punizione pericolosa di Xavi dai 2o metri alta sulla traversa. Molto Real, poco Barça. Concretezza da una parte, evanescenza dall'altra. Due gol si possono rimontare, non e' un 'impresa impossibile, ma serve decisamenteun altro approccio. Marquez esce per un fastidio, Abidal al centro con Pujol, Silvinho sulla sinistra. Proprio il brasiliano da' subito vivacita' sulla fascia: al primo minuto della ripresa crossa per la testa di Henry, che mette fuori contrastato. Da qui ricomincia il monologo blanco con protagonista Diarra, al tiro due volte in 3 minuti. Marcelo gode di liberta' sulla fascia e sente che e' la sua serata: corre come un funambolo,dribbla, rientra, fa impazzire Zambrotta e colleghi di reparto. Al 16' azione da manuale del Real: Diarra riceve e si invola sulla destra, palla in mezzo per Higuain, controllo e tiro che supera Valdes. E' il 3-0 che taglia definitivamente le gambe all'avversario. Toure' e Xavi arretrano poco a poco il baricentro, mentre Messi delizia il pubblico con un paio di slalom da centrocampo, saltando giocatori come birilli. Da uno di questi, nel minuto 25, nasce unoccasione per Bojan in area ma il suo tiro e' debole. Lampi di genio e frustrazione. Magie isolate contro un'orchestra perfettamente diretta da Gago, Diarra e Guti. L'arbitro Perez Burrull aveva diretto maluccio nel primo tempo,dimostrandosi indeciso; torna a sbagliare nel secondo tempo in qualche altra occasione. Come al 32', quando assegna un rigore per mano di Pujol involontario su tiro ravvicinato in area. Dal dischetto va Van Nistelrooy,appena rientrato dall'infortunio, e trasforma: 4-0. Il merito del Barça e' di non gettare la spugna e continuare a combattere come puo'. In un contropiede, con le squadre parecchio allungate,Messi da una palla filtrante al centro per Henry che infila Casillas in uscita dal limite. E' il 41' ma ormai e' troppo tardi per la rimonta. La pioggia ha stancato i corpi, il Bernabeu canta a squarciagola, il secondo posto in classifica sfuma definitivamente. Era piu' che comprensibile aspettarsi una gara dal tono agonistico superiore da parte del Barcellona. Fragile, timido, impaurito,indifeso. In preda ai fantasmi che non sa scacciare. Affetto da un male oscuro che non gli permette di esprimersi come sa. Il Real dal canto suo ha amministrato la partita con il suo gioco di tocco, approffittando dell'ennesima serata no dei catalani. Grande serata di Robben, incontenibile sulla fascia. Immensi Gago e Diarra a centrocampo. Per le merengues titolo di Liga e vittoria nel clasico in 4 giorni. Piu' 17 in classifica sul Barça. Un finale di stagione davvero esaltante.

domenica 4 maggio 2008

World Cup di mountain bike a Madrid






Si e' svolta oggi la terza prova della coppa del mondo UCI di mountain bike. Il circuito si e' dato appuntamento a Madrid nella suggestiva location di "Casa de Campo", immenso parco botanico pieno di percorsi naturali. Il gran favorito della corsa era il campione olimpico in carica Julien Absalom, forte delle due precedenti vittorie a Houffalize(Belgio) e Offenburg(Germania). Il francese non ha tradito le attese della vigilia. Ha percorso i 54,6 km in 2h.12'.30'', vincendo davanti allo spagnolo Jose Antonio Hermida(Mutivan Merida), staccato a 12'', e al francese Jean Peraud terzo a 52''. Buon quinto posto per l'italiano Marco Fontana terminato a 1'02'' dal lider. Tutte le speranze del pubblico erano per lo spagnolo, argento ad Atene 2004 dietro proprio ad Absalom.

La gara e' stata combattutissima sin dall'inizio lungo i 7 giri del circuito, anche se i big hanno atteso nelle retrovie fino a meta' corsa prima di mettersi in evidenza. A partire del quarto giro, dopo 31,2 km, la situazione pero' si andava definendo: Hermida in testa seguito da Ivan Gutierrez e Marco Fontana. Absalom seguiva le operazioni dalla retroguardia studiando le mosse degli avversari. Al quinto giro, in ritardo di 6'' sul terzetto, decide sferrare l'attacco decisivo. Hermida e' l'unico a resistere alla pressione del francese che selezionava definitivamente il gruppo. Nella categoria femminile si e' imposta senza problemi la norvegese Gunn Dahle in 1h.48'.14'', seconda la canadese Marie Premont, mentre chiude terza la spagnola Marga Fullana.

Il percorso ha subito alcune modificazioni rispetto alle edizioni precedenti per adattarlo alle norme olimpiche, in vista di una possibile candidatura di Madrid nel 2016. Tuttavia alcuni punti chiave, come la cuesta de la muerte o la subida infernal, continueranno ad essere presenti in questo circuito naturale paradiso dei ciclisti e non solo.

Per Absalom e' 3 su 3 in coppa del mondo. La vera bestia nera di Hermida(nella foto sopra).
La coppa e' ancora lunga. L'appuntamento e' a Maribor(Slovenia) l'11 maggio.
Ancora polvere, fango e magia a due ruote.