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giovedì 7 agosto 2008

Vamooos!

La Spagna e' un emisfero emozionale dove ti senti parte di qualcosa.

giovedì 10 luglio 2008

VI tappa: Ricco' Le Roi






L'aveva promesso. Non aspettava che questo benedetto giovedi. L'arrivo in salita di Super Besse lo intrigava. Riccardo Ricco' ha messo in riga tutti con uno scatto volante negli ultimi 300 metri . Valverde, secondo, si e' arreso perdendo un secondo come Evans, terzo, piazzato eterno.
Il Cobra di Formigine continua a dire che non lotta per la classifica e il suo obiettivo e'(era) vincere una tappa. Con l'aiuto dell'inesauribile Piepoli oggi ha dimostrato di poter stare perfettamente tra i migliori. Ha la gamba giusta, lo scatto fulmineo e la spensieratezza del primo Tour in carriera.
La tappa e' stata un saliscendi continuo, 195 kilometri di montagne russe da spezzare le gambe. E il fiato. Se non fosse per il verde rigoglioso della vegetazione, il paesaggio di vulcani estinti all'ombra del Massiccio Centrale sembrerebbe lunare. Come da copione, l'allegra brigata francese ha movimentato il pomeriggio: dal kilometro sei, fuga a tre con Chavanel(Cofidis), Bichot(Agritubel) e Vaugrenard(Fr. des Jeux). Il gruppo tirato soprattutto dalla Gerolsteiner, per la maglia gialla Schumacher, e Caisse d' Epargne, per Valverde, non lascia piu' di cinque minuti di vantaggio. A 45 kilometri dal traguardo Vaugrenard dice basta. Restano in due davanti: Chavanel e Bichot, Bichot e Chavanel. Il routier della Cofidis sembra quello che ci crede di piu' tirando all'impazzata. Il Col de la Croix, ultima ascesa prima del SuperBesse, fraziona il gruppo in due parti quando mancano una quarantina di kilometri all'arrivo. Colle di seconda categoria, selezione assicurata. Non c'e' scampo per i rapporti troppo agili. Restano un centinaio di corridori a inseguire la coppia francese alla ribalta. I sogni di fuga pero' svaniscono presto: ai meno venti alza bandiera bianca Chavanel, mentre Bichot resiste eroicamente fino ai tredici dalla meta. La calcolatrice del gruppo non sbaglia: fuga riassorbita prima dell'inizio degli ultimi 10 kilometri di Super Besse. Si susseguono vari scatti, tentennanti, fugaci. L'affondo deciso lo porta Leo Piepoli insieme a Vande Velde ai meno cinque. Il vantaggio dei due di testa arriva a venti secondi. Dietro ci si organizza, tutti i big allerta. L'ultimo kilometro e mezzo al 10% e' decisivo. Il Caisse d'Epargne guida, tira e ricompatta la fuga a un kilometro dalla fine. Pereiro si immola per Valverde. Ricco' aspetta nell'ombra. Ai 400 metri Schumacher e' chiuso da chi lo precede e cade. Ciao ciao maillot giallo. Sullo scatto Ricco' non lascia scampo a Valverde e Evans nettamente battuti. Dietro bene Menchov, Kirchen (nuova maglia gialla), Sastre, F. Schleck e il pupillo Liquigas Kreuziger. Male invece Damiano Cunego a 32 secondi dal vincitore: non brillante la sua pedalata. Si aspettano giorni migliori.
Atto di forza del Cobra che ha mostrato al mondo quello che vale. Con questa serenita' e con questo Piepoli, potrebbe arrivare sul podio finale. Anche se il suo sogno resta conquistare l'Alpe D'Huez. C'e' tempo. Intanto ha firmato la presa di Super Besse.

martedì 8 luglio 2008

Le Tour de France


Parte la edizione numero 95 del Tour de France. Il percorso presenta molte novita' rispetto agli anni passati: meno kilometri a cronometro e pochi arrivi per gli sprinters puri. Caratteristiche che favoriscono i ciclisti italiani piu' adatti alle montagne che alla lotta contro il tempo.
Il cuore mi dice Cunego: veronese come me, potrebbe essere l'anno della sua consacrazione dopo aver vinto in primavera l'Amstel Gold Race. Ha i numeri per farcela. Inoltre il parco avversari non e' dei piu' qualititativi rispetto agli ultimi anni. Avra' la sua Lampre interamente a disposizione. Dall'altra parte, il mio occhio clinico vede come possibile trionfatore Kim Kirchen della Columbia. Non e' tra i primissimi favoriti dei bookmakers: Evans, Menchov, i fratelli Schleck, Valverde sembrano avere piu' chance sulla carta. Sulla carta. Le strade di Francia sentenzieranno.
Si aprano le danze.

lunedì 16 giugno 2008

martedì 20 maggio 2008

Giro d'Italia, V tappa: Belvedere M.mo-Contursi terme o il B(rutt)-Day

Ed eccoci alla quinta tappa. Poco a poco si risale lo stivale e il gruppo si avvicina alla tanto desiderata Milano. Partenza nel Parco Nazionale del Pollino(Cosenza) e arrivo a Contursi Terme(Salerno) dopo 203 km. Dalla Calabria alla Campania di un fiato. L'elenco ritiri si allunga: non parte Nuyens(Cofidis) per una frattura alla clavicola. La caduta di ieri in retta ha lasciato strascichi. La tappa si preannuncia ballerina: il menu prevede il gpm di Fortino(III cat.) dopo 88 km e gli ultimi 3 km al 6%, con punte del 9%. Attaccanti avvisati dunque, e' un arrivo per loro. Di Luca ha uno stimolo in piu' ancora, se e' possibile: entrare nel suo Abruzzo in rosa la seguente tappa. Sicuro che il "killer" ci ha pensato e fara' di tutto per conquistarla. Anche il "grillo"Bettini si dimostra fiducioso(come sempre):"Ci sara' spazio anche per noi vecchietti" commentava alla vigilia. Quando mai si e' tirato indietro l'iridato? Pronti-via e al km 19 scatta gia' una fuga a quattro composta da Brutt(Tinkoff), Laverde(Navigare), Frohlinger(G.steiner) e Millar(Slipstream). Al quartetto si unisce poco dopo anche Perez Sanchez(C. d'Epairgne). Puo' essere il giorno giusto. Il mercoledi da leoni tanto sognato. Tra discese e salite, il dio kronos sentenzia: al km 116 il quintetto ha 9'.10'' di vantaggio sul gruppo. Tempo considerevole, vista anche la presenza tra i cinque di passisti di prim'ordine. Non fanno parte di squadre di classifica, gerarchie interne poche, voglia di mettersi in luce molta. Cinque tenori davanti per provare il do di petto finale. L'orchestra dietro pero' non sta a guardare ovviamente. I solisti fanno sempre un po' paura, così che comincia a organizzarsi l'inseguimento guidato da Liquigas, Quickstep e poi LPR. Scappate a cinque vincenti se ne vedono poche. E' un numero esiguo per resistere a una tappa intera. Pero' con accordo e uomini di qualita' tutto e' possibile. Ma proprio l'uomo con piu' qualita' tra i battistrada, lo scozzese volante Millar, subisce la beffa: rottura della catena poco prima dell'ultimo kilometro. Come inciampare dal dischetto del rigore. Ne fa le spese subito la sua bici, scagliata violentemente oltre le transenne del percorso. I quattro hanno ormai la volata assicurata: il gruppo e' sufficientemente lontano per non destare preoccupazioni. E' una partita a poker. Un gioco d'astuzia puo' valere la vittoria. Brutt e' il piu' esperto probabilmente e scatta all'ultimo kilometro. Un po' presto forse, ma e' la mossa vincente. Senz'altro non e' una volata da manuale. Lo scatto pero' lascia secchi Frohlinger, secondo, e a seguire Laverde e Perez. Il gruppo dei migliori arriva a 31'' con Bettini, quinto, vincitore della volatona. Sempre sulle spalle di Pellizotti la rosa.
Per il russo della Tinkoff, nato a due passi da S. Pietroburgo, e' il successo numero 17 in carriera, primo quest'anno. Fuga per la vittoria, una pallottola spuntata, un mercoledi da leoni. Il film di oggi e' stato avvincente. La matematica del tempo battuta dal sogno irrazionale. Il musicista russo oggi ha suonato una fuga epica. Sì, perche' i russi ci san fare davvero con la musica.



lunedì 19 maggio 2008

Giro d'Italia, IV tappa: Pizzo-Catanzaro o il V(erbrugge-Day)

Il Giro lascia la Sicilia e arriva in Calabria. Partenza da Pizzo Calabro sul Tirreno per arrivare, dopo 183 km, a Catanzaro Lido sulle rive dello Jonio. Da mare a mare. Si taglia a fette la Calabria. O'Grady(CSC) non parte per una frattura alla clavicola destra, sofferta nella tappa di ieri. A cercar gloria oggi dal primo kilometro va il belga Verbrugghe(Cofidis), gia' in rosa nel 2001 per quattro giorni. Vuole ripetersi dopo 7 anni. In solitario, non accetta compagnia. Prova l'impresa. Il gruppo lascia fare: arrivera' ad avere un vantaggio massimo di 10 minuti. Non pochi, pero' purtroppo e' giornata di vento. Insidioso. Contro. Un freno per i quadricipiti del belga. Resiste fino al km 164, quando viene ripreso dal plotone capitanato LPR. Speranze svanite. Sogni infranti. La dura legge del ciclismo non fa sconti. Ci sono squadre che si giocano molto in questo Giro. La Cofidis non e' tra queste. E' un buon collettivo, ma senza uomini di classifica. Se fosse una squadra di calcio, il suo schema base sarebbe "palla lunga e pedalare". Non ha ambizioni, ma sogni. E ai ciclisti piace sognare. La fuga e' la piu' romantica delle azioni a due ruote. Essere eroi per un giorno vale la fatica di molti giorni. Di preparazione e attesa.





Si torna daccapo quindi, gruppo compatto, tutti insieme allegramente verso la meta. Allegramente fino ai 400 metri finali, perche' si ripete la scena ancora una volta. Una maxi caduta coinvolge una quindicina di corridori, sembra, per una scarpa uscita dalla pedaliera di Nuyens(Cofidis anche lui). Oggi davvero squadra protagonista nel bene e nel male. Surreale vendetta verso il gruppo per aver ripreso il suo compagno in fuga? O piu' probabile fatalita'?Un po' l'asfalto bagnato, un po' l'incoscienza, un po' la troppa voglia di vincere. In questi giorni se ne son viste di tutti i colori. Un invito alla calma e alla sensatezza va fatto. L'incolumita' dei corridori e' principio basico. Sono i protagonisti dello spettacolo. E soprattutto persone. Alla fine, come si dice, e' solo un gioco. Nelle volate si vede di tutto: spinte, gomitate, agganci, urti, collisioni. Nessuno si tira indietro, ma c'e' un limite. Gia' alcuni si son dovuti ritirare prematuramente per fratture varie. E siamo solo alla quarta tappa. Ricetta consigliata: sangue freddo e camomilla.

Sul lungomare di Catanzaro sfreccia Mark Cavendish, 21 anni, punta della High Road. Bruciati allo sprint Forster e Bennati, restato al vento troppo presto e piantatosi negli ultimi 50 metri. Peccato per l'aretino: queste volate sono il suo pane. Per l'inglesino dell'isola di Man e' il quinto successo stagionale, primissimo in assoluto al Giro. Quarto Bazayev, quinto un bravo Lorenzetto.
Pellizotti conserva gelosamente la maglia rosa.


mercoledì 14 maggio 2008

Giro d'Italia, III tappa: Catania-Milazzo

Da Agrigento la carovana rosa si trasferisce a Catania, dove parte la la terza tappa di 221 km con arrivo a Milazzo. Prima grande occasione per i velocisti, grazie alla retta piana che accogliera' lo sprint finale. Puo' essere il giorno di Daniele Bennati. Ma l'aretino dovra' vedersela con gli intramontabili Zabel e McEwen, oltre ai vari Hondo, Richeze, Cavendish e Forster. A dare emozione al lunedi siciliano, ci ha pensato pero' dapprima una fuga di sei corridori: Chiarini(LPR), Buffaz(Cofidis), Roy(Fr. des Jeux), Seeldrayers(Quickstep), Jurco(Milram) e Brutt scattano dopo il gpm catanese di Maletto(960m s.l.m.). Il profumo di pistacchi della vicina Bronte inebria l'atmosfera. Puo' essere la prima scappata buona del Giro. Intanto protagoniste purtroppo sono ancora le cadute. Per l'asfalto reso scivoloso dalla pioggia,al km 150 vanno a terra nel gruppo una ventina di corridori: tra loro Ricco', che rimedia una lussazione al dito della mano sinistra. Gli scivoloni non finiscono qui. A 20 km dall'arrivo, il bielorusso Kiryienka(Tinkoff) sbaglia una curva a sinistra e provoca la caduta di 6 corridori. Tra loro Rebellin, O'Grady e lo sfortunato McGee(CSC, costretto al ritiro). Le squadre di classifica non stanno a guardare e cominciano a fare andatura dietro. I battistrada infatti vengono raggiunti a 30 km da Milazzo, dopo una fuga di 140 km e un vantaggio massimo di 4'.05''. La liquigas ha un doppio obiettivo: proteggere la maglia rosa e preparare la volata di Bennati. Mancano pochi kilometri, partono gli scatti solitari. Ci prova Colom(Astana), ma viene ripreso subito da Nibali. Il siciliano della Liquigas prosegue e tenta l'affondo solitario. Corre nelle sue terre e vuole essere l'eroe di giornata. LPR e Milram pero' non gli lasciano scampo e ai 6 km il gruppo ritorna compatto. E' soprattutto la squadra tedesca a organizzarsi per Zabel con il suo mitico treno(orfano di Ale-jet).
Bennati e' lì in agguato. Segue come un ombra il tedesco. Sente che puo' essere il momento. Si apre la retta finale: Zabel aspetta troppo a partire e viene anticipato magistralmente sullo scatto. Sul traguardo Bennati puo' alzare le braccia al cielo. Prima vittoria in rosa della carriera per lui. Terzo il tedesco Hondo(Diquigiovanni). Per Zabel gli anni non sembrano passare. E' sempre davanti a lottare. Davvero un atleta con la "a" maiuscola. La freschezza e l'intelligenza dell'aretino stavolta hanno fatto la differenza. Fa ben sperare la sua condizione per le future volate che lo aspettano. Maglia rosa sempre sulle spalle del suo compagno di squadra Pellizotti.
Domani il Giro passa lo stretto e approda in Calabria per la quarta tappa Pizzo Calabro-Catanzaro Lido.