A Montecarlo staranno pensando di fargli un monumento. O quanto meno conferirgli un titolo onorifico. Rafa Nadal, numero 2 del seeding, ha vinto per la quarta volta consecutiva il Master Series monegasco, impresa che lo fa entrare di diritto nella storia di questo torneo("il piu' bello del mondo", come dice lui). Nessuno prima d'ora c'era riuscito. Nella finale di domenica ha battuto lo svizzero numero 1 del mondo Roger Federer per 7-5, 7-5.Il match, come dice il risultato, e' stato combattutissimo e spettacolare sin dai primi games. Pronti via: Federer per due volte conquista il break di vantaggio ma si fa soffiare il servizio puntualmente dallo spagnolo. Botta e risposta continuo. Fino al decisivo game che strappa Rafa per andare 7-5 e chiudere il primo set.
I dritti mancini liftati dello spagnolo fanno male. Alcuni scambi mandano il pubblico in apnea. Nadal insiste sul rovescio di Federer costretto spesso a forzare per chiudere prima lo scambio. La classe dello svizzero pero' pareggia al momento la forza di Rafa.
Il secondo set sembra lo stesso film: break in apertura di Federer. Poi altro break. Pero' stavolta ancora per lo svizzero che si porta rapidamente sul 4-0. Rafa sembra imbambolato 2-3 metri fuori dalla linea di fondo. Non riesce a imprimere il suo gioco mentre il rivale controlla agevolmente lo scambio. Nonostante questo, non si perde d'animo e comincia ad entrare in campo, guadagna terreno e peso nei colpi. Voleva chiudere il set sotto per lo meno 6-2 perche' un 6-0 sarebbe stato un "mazazo" psicologico nel proseguio della partita. Si compieva l'impresa: da 0-4 a 5-4, cinque games di fila vinti e Federer alle corde. Sulle ali dell'entusiasmo chiude il set ancora per 7-5 gestendo un ritorno finale dello svizzero.
Il pubblico, schierato decisamente a favore di Federer, si stroppicciava gli occhi. Nona vittoria su 15 incontri tra i due a favore dello spagnolo, che conquista il primo titolo dell'anno. Un tennis di cuore e muscoli, volonta' di ferro, alcune pennellate di dritto, il piano di palleggio sul rovescio avversario. Ecco la ricetta di Rafa. Dall'altra parte, Federer ha alternato sprazzi di gioco brillante a momenti di oscurita' totale. Il suo allenatore gli aveva detto che sulla terra lenta la pallina torna sempre. Saggia illuminazione ma difficile da assimilare per il tennis dello svizzero abituato a chiudere rapidamente lo scambio. Al contrario, la pazienza di Nadal sulla terra e' biblica. Quando sente l'odore della polvere di mattone, si trasforma in un gladiatore. Con questa vittoria raggiunge quota 10 vittorie nei Master: meglio di lui solo Agassi(17), Federer(14) e "Sweet" Pete Sampras(11).

Questa settimana torna gia' in campo per difendere il titolo nel Trofeo Conde Godo' di Barcellona.
Gli appuntamenti si susseguono. Cambiano gli avversari.
Ma il principe di Montecarlo si conferma el rey della terra battuta.
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