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martedì 29 aprile 2008

31 maratona di Madrid

L'ha sognata. L'ha aspettata. L'ha inseguita. E all'undicesimo tentativo l'ha portata a casa. Chema Martinez non aveva mai vinto una maratona in carriera. Madrileno, 36 anni, davanti al suo pubblico ha dominato l'african power chiudendo in 2h.12'.42",quarto tempo assoluto in questa maratona, curiosamente uguale a quello ottenuto un anno fa da Jonhatan Kipkosgei. Era dal 2001, quando vinse Julio Rey, che un spagnolo non saliva sul gradino piu' alto del podio a Madrid.

La partecipazione e' stata altissima: 13.000 corridori provenienti da 31 paesi erano pronti a sfidare i 42,195 metri del tracciato madrileno. L'appuntamento fissato alle 9.00 in Paseo de Recoletos. Il pubblico non si e' fatto attendere: moltissima gente gia' di prima mattina era accorsa lungo il tracciato per sostenere gli atleti nella dura impresa.
La gara e' stata chiara sin dall'inizio: Martinez in testa con il gruppetto di keniani a fargli compagnia. La mezza maratona segnava 1h.04'.19", tempo strepitoso se si considerano l'alta temperatura e il circuito ondulato della citta'. Fino a qui l'atleta madrileno si era fatto trascinare da Alex Kirui, Frederick Cherono e Thomas Kipkosgei. Da Casa de Campo, punto piu' basso dell'altimetria della corsa, ha preso l'iniziativa marcando il ritmo. Si sentiva bene, forte di una preparazione specifica per i 600 metri di altitudine di Madrid. Scelta tattica perfetta: nel km 30 cedono Kirui e Kipkosgei, successivamente nel km 32 si libera anche di Cherono per involarsi solo verso il traguardo. All'arrivo nel Parque del Retiro e' accolto da un'ovazione: il suo pubblico lo voleva vedere vincere e lui ha dato tutto per non deluderlo. Cherono si aggiudica il secondo posto in 2h.13'.42", mentre Keter ottiene la terza piazza in 2h.14'.48".

Tra le donne, si e' imposta la keniana Rael Kiyara in 2h.36'.15" sulla favorita etiope Derartu Tulu ,che ha chiuso vicinissima in 2h.36'.32". Terza la algerina Kenza Dahmani distanziata a 2h.39'.38".

Per Martinez e' un ottimo risultato il vista delle Olimpiadi di Pechino che da' fiducia e ottimismo. La sua prova e' stata impeccabile. Ha studiato gli avversari, li ha cucinati al suo ritmo e infine salutati definitivamente. Nel cosiddetto "muro" dei 30 km, barriera fisica e mentale degli atleti, ha fatto la differenza e ha dimostrato una condizione davvero eccellente.

Enhorabuena Chema!






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