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domenica 19 ottobre 2008

Un vestito su misura

I 242 kilometri da Varese a Como costituivano un ballo da primi della classe. Su e giu' tra le due province lombarde per celebrare l'edizione numero 102 del Giro di Lombardia, la classica delle foglie morte. L'ultima corsa di un giorno che chiude la stagione professionistica 2008. Occasione per molti di rifarsi e per altri di confermarsi. Alla partenza una squadra favoritissima: la Lampre. Con un uomo su tutti: Damiano Cunego. "El bocia" di Cerro Veronese aveva alzato le mani al cielo in questa gara gia' nel 2004 e 2007. Mercoledi' aveva rivisto il percorso nella parte finale: Ghisallo, Civiglio e San Fermo. Le tre asperità finali dove si decide il vincitore. Confermava buone sensazioni, ma non faceva pronostici. Gli avversari da battere non erano pochi: Garzelli, Sorensen, Rogers, Sanchez tra i piu' quotati. In ogni caso, a mettere paura a tutti alla vigilia rimaneva la squadra veneta. Tanto che ai 10 kilometri parte già una fuga di 35 attaccanti con l'intenzione di anticipare il gioco. Il gruppo dietro lascia pedalare allegri gli scappati che arrivano ad avere un vantaggio di 6'50'' a 107 kilometri dall'arrivo. Tra di loro uomini da vittoria: Sorensen, Rogers, Paolini e Gasparotto. La media di velocita' davanti e' da velodromo: ai 53 km dal traguardo davanti godono ancora di oltre 4 minuti di vantaggio. La Lampre in testa nel gruppo inseguitore si danna l'anima per recuperare il ritardo. Da qui in avanti cominciano le montagne russe: Madonna del Ghisallo, Civiglio e San Fermo. Tre zampellotti. Tre strappi. Tre momenti che decidono chi ha piu' gambe. Sul Ghisallo, in fuga resistono solo Rogers, Agnoli e Santambrogio con 1'20'' sul gruppo. Il colle della Madonna protettrice dei corridori non fa sconti: 14 km di ascesa con un dislivello di 500 metri. Roba da numeri 10 delle due ruote. I tre in fuga hanno i minuti contati ormai: ai meno 22 km dall'arrivo vengono riassorbiti dal pelotone. La brigata Lampre scatenata prende in mano la situazione: Tiralongo, Marzano e Szmyd coccolano Cunego sui saliscendi. Ballan alza bandiera bianca proprio sul Ghisallo: non gli e' mai piaciuta questa salita, a un campione del mondo si puo' perdonare. Sulla salita del Civiglio si prepara l'azione della giornata: una volta scollinato, Cunego mette il turbo in discesa. Nessuno riesce a stargli a ruota. Quel punto lo conosceva a memoria. L'aveva preparato nei giorni prima, fatto suo, gli andava a genio. Su misura per lui. Il vantaggio accumulato sul Civiglio riesce ad amministrarlo anche sul San Fermo, dove anzi continua ad aumentare nonostante l'attacco di Sanchez . L'entrata a Como e' trionfale: in solitario, come mai gli accade, sempre in lotta nelle volate strette. Mani al cielo del "bocia" che e' diventato grande. Secondo Brajkovic a 24'', terzo Uran. Quarto un buon Visconti, ottavo un generoso Garzelli.
Dopo la vittoria nell'Amstel, un secondo posto al Mondiale e un terzo alla Freccia Vallone, Damiano chiude il tris di vittorie nel Giro di Lombardia. Raggiunti nel palmares niente meno che Girardengo e Bartali. Al ballo di Como e' Damiano il principe della serata.

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